L’ottimizzazione fiscale in Italia non consiste nel “non pagare”, ma nel distribuire correttamente il carico tributario tra i vari soggetti (persona fisica, società operativa, holding) e sfruttare le agevolazioni per i costi legati all’attività.
Ecco un’analisi dettagliata delle strategie legali basata sulle normative vigenti nel 2026.
1. Forma Giuridica: Ditta Individuale vs SRL
La scelta della struttura è il primo passo per il risparmio.
Ditta Individuale: È soggetta all’IRPEF (aliquote progressive dal 23% al 43%) e ai contributi INPS sull’intero utile. È conveniente quando gli utili ante imposte che generi sono inferiori a 50.000 euro.
S.r.l. (Società a Responsabilità Limitata): L’utile è tassato con l’IRES al 24% (che può scendere al 20% se si reinvestono gli utili e si aumenta l’occupazione) e l’IRAP (circa 3,9%). Il vantaggio principale è che l’imprenditore paga le tasse personali solo su quanto decide di prelevare come compenso o dividendo. Avebdo un maggior costo di gestione indicativamente viene consigliata quando gli utili superano i 50.000 euro o indicativamente quando i fatturati superano i 400.000 euro.
2. Strategie per Abbattere l’Imponibile nella SRL
Una SRL permette di inserire a bilancio costi che riducono l’utile tassabile:
Spese di Benessere (Welfare e Dipendenti)
Dare benefit ai dipendenti (o a te stesso se sei amministratore-dipendente) è più conveniente che dare aumenti in busta paga:
Fringe Benefit (Soglie 2026): Esenzione totale da tasse e contributi fino a 1.000€ per dipendente (2.000€ se ha figli a carico). Include buoni spesa, carburante e utenze.
Welfare Aziendale: Servizi come asili nido, assistenza anziani o abbonamenti palestra sono 100% deducibili per l’azienda e non tassati per il dipendente.
Premi di Risultato: Se legati a incrementi di produttività, godono di una tassazione agevolata (spesso al 5% o 10%).
Spese Deducibili “Intelligenti”
Compenso Amministratore: È un costo per la società (riduce l’IRES), anche se genera IRPEF in capo a chi lo riceve. Bilanciare utile societario e compenso è la chiave.
Trattamento di Fine Mandato (TFM): Simile al TFR dei dipendenti, permette di accantonare somme per l’amministratore che sono deducibili per la società ogni anno.
Auto Aziendale: Se ad uso promiscuo (lavoro e privato), la deducibilità è parziale, ma per i veicoli elettrici o a basse emissioni le soglie sono molto più vantaggiose.
Royalties per Marchio: Se l’imprenditore possiede un marchio registrato e lo concede in licenza alla sua SRL, i canoni pagati dalla società sono costi deducibili, e per l’imprenditore hanno un regime di tassazione agevolato (deduzione forfettaria dei costi del 25%).
3. La Holding: La Cassaforte Fiscale
La Holding è una società che possiede le quote delle società operative (Trading). È lo strumento di ottimizzazione più potente per chi ha utili importanti.
Il Vantaggio dei Dividendi (Regime PEX)
Normalmente, se una SRL distribuisce utili a un socio privato, questo paga il 26% di tasse. Se invece i dividendi passano dalla Società Operativa alla Holding:
Vige l’esclusione del 95% dalla base imponibile.
Si paga l’IRES (24%) solo sul restante 5%.
Risultato: La tassazione effettiva sui soldi che passano dalla operativa alla holding è solo dell’1,2%.
Esempio: Su 100.000€ di utili distribuiti, restano in mano alla Holding 98.800€ pronti per essere reinvestiti, contro i 74.000€ che resterebbero in mano a un privato.
Altri vantaggi della Holding:
Consolidato Fiscale: Se la Holding ha una società in utile e una in perdita, può compensarle pagando le tasse solo sulla differenza netta.
Protezione del Patrimonio: Separa la liquidità e gli immobili dai rischi operativi della società che produce o vende.
Cessione dell’azienda (PEX sulle Plusvalenze): Se la Holding vende le quote della società operativa dopo averle tenute per almeno 12 mesi, la plusvalenza è esente al 95%.
Ora ti sarai posto la domanda : Come funziona il regime PEX e i dividendi esenti al 95% in Italia?
Per darti la giusta risposta basta andare ad analizzare i due articoli del Tuir che li disciplinano ed io cercherò di farti capire le differenze.
I due regimi nel dettaglio
Art. 89 TUIR — dividendi quasi esenti
Quando una società riceve dividendi da un’altra società in cui detiene una partecipazione, il 95% di quel dividendo è escluso dalla base imponibile IRES. Solo il 5% residuo viene tassato al 24%, il che porta il carico fiscale effettivo a circa 1,2%.
Questo vale automaticamente tra società di capitali italiane (S.r.l. e S.p.A.), senza condizioni particolari sulla durata della detenzione. È la base del risparmio nelle strutture holding: gli utili delle società operative “salgono” alla holding con una tassazione quasi nulla, dove possono essere reinvestiti, accumulati o distribuiti al momento più conveniente.
Quando poi il socio persona fisica decide di prelevare quei dividendi dalla holding, pagherà la ritenuta del 26% — ma solo su quella quota e solo quando decide di farlo, con piena libertà di timing.
Art. 87 TUIR — Participation Exemption (PEX)
La PEX si applica alle plusvalenze realizzate cedendo partecipazioni societarie. Il 95% della plusvalenza è esente da IRES, con un carico effettivo sempre dell’1,2%.
Per beneficiarne occorre però rispettare quattro condizioni cumulative:
- Detenzione ininterrotta per almeno 12 mesi prima della cessione
- La partecipazione deve essere classificata come immobilizzazione finanziaria nel primo bilancio chiuso durante il periodo di possesso
- La società partecipata non deve risiedere in un paese a fiscalità privilegiata (black list), salvo interpello favorevole
- La società partecipata deve svolgere un’effettiva attività commerciale — non può essere una mera “scatola” patrimoniale senza operatività
Se tutte e quattro le condizioni sono soddisfatte, vendere una partecipazione da 3 milioni acquistata a 500.000 € genera una plusvalenza di 2,5 milioni tassata solo su 125.000 € → imposta di circa 30.000 € invece di 600.000 €.
La differenza pratica tra i due istituti
I dividendi (art. 89) riguardano la distribuzione di utili correnti — flussi periodici che salgono dalla sub alla holding. La PEX (art. 87) riguarda invece eventi straordinari come la vendita di un’intera partecipazione societaria, un’uscita da una joint venture, o la cessione di rami d’azienda strutturati come società. Sono strumenti complementari: la holding usa l’art. 89 nella vita ordinaria e l’art. 87 nelle operazioni straordinarie.
Come sempre, l’applicazione concreta di questi regimi richiede una verifica caso per caso con il tuo commercialista, in particolare per la PEX dove le quattro condizioni vanno documentate con cura.
Qual è il volume d’affari attuale o previsto della tua attività? Questo dato è fondamentale per capire se il passaggio a una struttura a holding sia già conveniente o prematuro.
